Back to Nature 


Back to Nature 


a cura di Costantino D’Orazio
Enti promotori: Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali

15 settembre—13 dicembre 2020

Villa Borghese—Roma

di Eugenia Pacelli

 

 

 

Fino al 13 dicembre 2020 il parco di Villa Borghese di Roma sarà teatro della sinergia tra arte e natura grazie alla mostra Back to Nature, a cura di Costantino D’Orazio, promossa e prodotta da Roma Capitale all’interno della programmazione della manifestazione diffusa Romarama. L’obiettivo è quello di valorizzare alcuni spazi del parco e i suoi musei (purtroppo) ancora poco conosciuti, come il Parco dei Daini, il Museo Carlo Bilotti, l’area di Piazza di Siena e il Museo Pietro Canonica, con istallazioni ed opere (alcune site-specific) di artisti contemporanei di fama internazionale come Mario Merz, Edoardo Tresoldi e Nico Vascellari.


Si potrebbe così immaginare un percorso espositivo: la partenza è all’ingresso del Parco dei Daini custodito dalla grande Bufala (2019) di bronzo di Andrea Rivalta. Proseguendo al suo interno si incontrano: l’Igloo di Oporto (1988) di Mario Merz, sulla cui cima svetta un cervo che ospita sul fianco la serie numerica di Fibonacci, sistema che regola crescita ed evoluzione degli elementi naturali; le sette sculture Drops (2020) di Andreco, nate dallo studio delle forme geometriche dei Giardini Segreti della Galleria Borghese; gli alberi vestiti di tessuti colorati grazie all’intervento di Yarn Bombing (2020) dell’Accademia Aracne, una particolare tecnica di arte di strada; i due pannelli Wing project (2020) di Andrea Mauti; infine, alle spalle di Galleria Borghese, l’Erethea (2018) di Edoardo Tresoldi. La struttura in acciaio alta 11 metri, ispirata alle architetture barocche e neoclassiche, è attraversabile e per questo diventa filtro e non ostacolo attraverso cui guardare le fronde degli alberi che la circondano. Il percorso potrebbe proseguire in direzione del Museo Pietro Canonica, sul cui ingresso sventolano le dieci Bandiere (2020) di Mimmo Paladino, i cui frammenti di volti, particolari di piante e altre forme richiamano le geometrie storiche del parco e la morfologia degli alberi circostanti. In uno dei salotti della casa museo è proiettata la video performance di Nico Vascellari Vitriol (2020): l’artista si è reso protagonista di un’esperienza spettacolare, ai limiti della resistenza umana, attraverso la quale intende rendere omaggio alla bellezza del paesaggio italiano. Dopo aver superato l’area adiacente alla Piazza di Siena, la passeggiata si potrebbe concludere con la visita al Museo Carlo Bilotti, dove è in corso la mostra Radici di Benedetto Pietromarchi, a cura di Paolo Falcone. I quadri esposti nelle prime sale sono realizzati con la terra prelevata dai monumenti stessi della villa, come la Fontana di Esculapio o il Tempietto di Diana. Anche le radici divelte, accostate dall’artista a materiali nobili come la ceramica, il ferro e il bronzo, provengono dal parco; così, la quercia su cui sono appoggiati dei pappagalli in ceramica e il cipresso realmente abbattuto dalla tempesta che ha investito Roma nel 2018 esposti in mostra ci ricordano che la natura rinasce, e il visitatore insieme a lei.

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