Villa Romana. Il Mediterraneo come confine permeabile.

Villa Romana. Il Mediterraneo come confine permeabile.

di Giulia Angeli – 10 marzo 2021

 

É il 1905. Il pittore tedesco Max Klinger acquista una villa neoclassica appena fuori dal centro di Firenze. Un luogo incantevole, sulle colline di via Senese, che offre una vista mozzafiato sulla città cuore del Rinascimento. L’interesse per Firenze alla fine del XIX secolo è ampiamente condiviso, soprattutto in Germania: artisti e collezionisti giungevano nella capitale toscana alla ricerca di ispirazione, ma anche di pezzi nuovi e di inestimabile valore per le loro personali raccolte. Come non ricordare il fitto carteggio tra lo storico dell’arte Wilhelm Bode e l’antiquario Stefano Bardini, il cui frutto manifesto fu la grande presenza italiana nelle collezioni berlinesi, ma che più in generale cementificò l’asse culturale tra Germania e Italia.

Villa Romana nasce quindi come luogo in cui artisti provenienti dall’entroterra europeo potessero studiare da vicino i grandi modelli del passato rinascimentale e non solo: non si deve dimenticare che proprio nell’Ottocento vi fu una forte rivalutazione dei cosiddetti Primitivi, di cui la Toscana era ed è ricca. La presa del potere da parte di Hitler e la seconda guerra mondiale indubbiamente imposero un rallentamento agli scambi internazionali e quindi alla principale attività della Villa, ma non ne determinarono la fine.

Dopo vasti interventi di ristrutturazione, gli spazi per ospiti e pubblico sono stati nuovamente aperti nel maggio 2007, poco dopo l’insediamento della nuova direttrice Angelika Stepken (novembre 2006). Nel corso di questi quindici anni, Angelika Stepken ha contribuito a infondere nuova linfa all’organizzazione di cui è a capo, dimostrando come sia possibile e doveroso promuovere nuovi spunti di riflessione anche su un terreno già abbondantemente arato come il rapporto artistico tra Germania e Italia.

Tutto parte dalla interiorizzata convinzione che lo sguardo germanico verso “sud” si arresti sulle spiagge italiane. Il Mediterraneo viene percepito come un limite (e come tutti i limiti, sconsigliato è il suo superamento). Limite, parola di esplicita derivazione latina. Limes è il termine di un campo e l’inizio di un altro, ma, all’attenuarsi della spinta colonizzatrice dell’Impero romano, il limite divenne qualcosa da fortificare e difendere. Da qui il sapore ostile che la parola porta con sé.

Tuttavia le sponde del Mediterraneo hanno sempre dialogato tra loro, in maniera spesso bellicosa ma non di rado prolifica, felice (ancora una volta mi piace riprendere il latino per immaginarmi un mare felix, dove la felicità deriva dalla fecondità del terreno stesso). Uno scambio tra nord e sud, est ed ovest, che ha profondamente segnato la nostra stessa penisola: dimenticarlo è prima di tutto un atto di ignoranza.

Villa Romana vuole approfondire il dialogo tra Europa continentale e Mediterraneo e persegue questo obiettivo attraverso mostre, residenze artistiche e seminari. La programmazione ha continuato ad essere ricchissima anche durante questo anno tristemente segnato dalla pandemia e dalle limitazioni imposte alle istituzioni culturali. Il vasto giardino

che circonda la struttura è stato più volte animato da interventi artistici e presentazioni, conferenze e seminari. Scaldati dai primi tiepidi raggi di questa primavera, speriamo di tornare presto a frequentare questo luogo così ricco di relazioni e storia.

 

Fotografie © Villa Romana, Firenze

 

3 Comments
  • Beatrice
    Posted at 13:13h, 12 Marzo Rispondi

    Bravissima Giulia!

  • Donatella Bonciani
    Posted at 14:58h, 12 Marzo Rispondi

    Villa Romana, per me una piacevole scoperta grazie alla bella descrizione di Giulia che sottolinea la funzione specifica e peculiare del luogo. Spero che l’estate prossima permetta di riappropriarsi di simili suggestive mete.

  • GUIDO ACHILLE MIGNINI
    Posted at 21:15h, 13 Marzo Rispondi

    Si vive da una vita a Firenze e si scopre , grazie a Giulia , questo Tesoro in Via Senese ! Altra meta che merita una visita nel dopo Covid . Oltre ai danni economici abbiamo subito anche una terribile privazione della fruizione del Bello ! Usciremo da questa fase più “poveri” in molti sensi .

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